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Se vi parlo di “Crystal Dolphin” degli Engelwood o di “Kulikitaka” di Toño Rosario o ancora di Coincidance degli Handsome Dancer, mi confermerete che avete sentito ognuno di questi brani.
Ehm… ok, non vi dicono niente (anche se sono convinto che li abbiate sentiti).
Allora provo con il titolone del momento “LAXED DIREN BEAT” di Jawsh 685.
Ok, non saranno nella vostra playlist Spotify, oppure non usciranno nei video correlati di YouTube, ma le avete sicuramente sentite ovunque! I tormentoni veri e propri, non estivi, ma quantomeno di questo periodo quarantena, quasi proprio a sostituire le uscite discografiche tipicamente estive che sarebbero dovute essere on air già da questo periodo.
Sono le canzoni più usate per i trend di TIK TOK!
Tik Tok, il Social Network che spopolava inizialmente solo tra i ragazzini, è ora diventato una nuova moda: ha raggiunto il miliardo di utenti in 3 anni (Facebook ce ne mise 9). Negli ultimi mesi è stato utilizzato da qualsiasi fascia di pubblico (anche un po’ più agè) e da tutti gli influencer, che per acchiappare consensi, hanno iniziato a creare i loro video di 15/30/60 secondi per i loro follower: la Ferragni, Fiorello, Diletta Leotta, Salvini, la Hunziker, the Jackal, Sfera Ebbasta, Ministri della Repubblica, le principali pagine di intrattenimento, quelle delle squadre di calcio, le mamme, gli insegnanti, addirittura preti di periferia. Il pubblico è ormai pienamente trasversale, ma a primeggiare rimangono sempre i primi TikToker, quelli che ormai hanno seguaci da anni, dai primi utilizzi della piattaforma, e che sono diventati espertissimi (soprattutto i nati nel 2000 “generazione millenials” o addirittura post-millenials “generazione Z”).
Ma questo social cinese nato dal vecchio musical.ly, che ha in parte avuto il dissenso dagli americani (patria di Facebook e Instagram, che accusano il colpo) che avevano provato a censurarlo, sembra avere qualcosa di diverso dagli altri. Se lo si volesse usare in maniera statica ha più o meno la possibilità di creare video con le stesse funzionalità di filtri ed effetti che ha Instagram o Facebook o Snapchat, con meno caratteri informativi ma con qualcosa in più.
Puoi diventare un regista e una star, autonomamente, senza l’aiuto di nessun altro attorno a te, in pochi istanti, e far parte dei trend o delle challenge del momento con tutti gli strumenti possibili per realizzare un ottimo prodotto in maniera velocissima, senza l’utilizzo di programmi complementari per il montaggio, le modifiche e l’editing!
Puoi essere ironico che scade nel ridicolo, sovrastare ogni imbarazzo “be cringe!”, devi far ridere e lo devi fare in maniera originale, buffa: avrai successo quando saprai maggiormente colpire l’attenzione dell’utente medio su Tik Tok, a cui interessa essere consapevole che la tua forma di video differisca da quello fatto da tutti fino ad allora, grazie a quello spunto in più che avrai espresso e che in fondo potrà ispirare i tuoi follower ad emularti.
Ha quindi una sostanziale differenza con Instagram, dove effettivamente ci si basa all’immagine di sè migliore, quella figa, quella del provocare generalmente (non sempre) i follower al pensare: “ti invidio, vorrei il tuo successo/la tua bellezza”.
Nasce, come detto, tra i ragazzini. Io personalmente sono stato ad una cerimonia di comunione l’anno scorso ed al tavolo dei bambini, gli animatori non avevano più il potere di prima dinanzi alla capacità che aveva lo smartphone con Tik Tok nel sedare i piccoli vulcani.
E sinceramente, le prime istruzioni sul funzionamento dell’app le ho avute proprio da mia cugina di 9 anni.
Funzionalità che le stories Instagram non permettono (ancora) visto che si incentra più su foto o video che hanno filtri simili a Snapchat o categorizzazioni, localizzazioni, informazioni, che però non ti permettono di essere un videomaker.
Tik Tok ha tutti gli strumenti da “regista di te stesso” nel palmo di una mano, trasformandoti agli occhi di tutti in un ballerino/attore/cantante/comico anche solo facendo playback e simulando i più celebri brani a tua scelta. Ma ormai è anche andato oltre lo show musicale/attoriale. Visto lo stragrande interesse, anche azioni semplici per documentare una preparazione di un pranzo o una pulizia di casa o l’incontro con i congiunti vengono riprese con le opzioni messe a disposizione da Tik Tok per renderle più spettacolari e poi sono condivise sul social stesso o salvate per condividerle altrove.
Forse è solo una voglia di socializzare a distanza che, per colpa della pandemia, abbiamo aumentato. Costretti a stare a casa, ma di essere comunque al centro del mondo, Tik Tok con i suoi video senza avere barriere di alcun tipo, dal linguaggio ai formalismi, è stato lo strumento che ha permesso di sentirci integrati al mondo che ci circondava: uniti ma distanti.
Speriamo che presto ci saranno meno Tik Tok e più abbracci a soddisfarci.

Ah… se volete sono su Tik Tok anche io: @venividivincy solo che non ho ancora il coraggio di pubblicare video 😀