Quando una persona si comporta in un certo modo, ci si dovrebbe sempre interrogare sui motivi. Perché si arriva ad assumere determinati atteggiamenti.

La vita di Paul Gascoigne non è iniziata come la più classica delle favole. Paul nasce a Gateshead il 22 maggio 1967. La famiglia viveva in una singola stanza ad un piano superiore di una casa popolare. L’infanzia è uno dei periodi che ti segna maggiormente. E quella di Paul, beh, non è stata quella della famigliola felice. Un padre violento ed alcolizzato, una serie di disturbi che influenzarono, ovviamente, anche suo figlio. Pare che all’età di quindici anni, il giovane Paul avesse una dipendenza da slot machine e piccoli furti, e saltava dalla poltrona di uno strizzacervelli ad un’altra. Paul però aveva un sogno. Una luce, nella paura del buio che lo contraddistingueva: diventare un calciatore. A scuola faceva le prove del suo autografo urlando alle maestre che avrebbe realizzato il suo sogno.

Ed infatti quel sogno si realizza. Dopo alcuni provini falliti, arriva la squadra del destino: entra nelle giovanili del Newcastle, le cosiddette gazze. Da qui il suo storico soprannome. L’inizio di quella che sembrava essere una carriera scintillante. Ebbene Gazza la sua carriera l’ha fatta, ma sulle montagne russe. La follia ed il genio che si prendono a cazzotti, continuamente. Le reti, le giocate, l’alcool, la droga, gli scherzi: è un flusso continuo di alti e bassi, di buio e luce, che non si può distinguere. L’artista ed il suo demone. E Gazza danzerà continuamente con il suo demone, nell’arco di tutta la carriera, e anche oltre.

Follie assolute e perle memorabili, dentro e fuori dal campo. Dalle risse agli scherzi assurdi, dalle prodezze come la celebre punizione in semifinale di FA CUP quando indossava la maglia del Tottenham, o il colpo di testa nel derby di Roma da biancoceleste, passando per il quarto posto nel Mondiale ’90. E poi la depressione post carriera, i tentati suicidi, disintossicazioni fallite ed ogni tipo di eccesso che la mente umana possa concepire.

Di scherzi ne ha fatti tanti e ci vorrebbero ore per parlarne di tutti. Gennaro Gattuso, che da giovanissimo ha condiviso lo spogliatoio con lui ai Glasgow Rangers, racconta che Gazza gliene faceva di tutti i coleri, come quella volta che aveva usato i suoi calzini come se fossero un water. Eppure Ringhio, racconta di come Gazza lo avesse aiutato nella sua avventure scozzese. Un giorno gli comprò degli abiti -che i Rangers imponevano ai loro calciatori di indossare- dicendo che li avrebbe pagati la società. In realtà fu un regalo di Paul, in segreto.  Quand’era alla Lazio, rubò la foto del figlio appena nato di Gigi Corino, suo compagno di squadra, per presentarsi all’allenamento del giorno dopo con centinaia di magliette celebrative con quell’immagine.

Perché i pazzi sono così, hanno un gran cuore. Ed il genio e la follia non si possono separare. Lo Yin e lo Yang parlano chiaro: anche nel buio c’è una punta di luce e viceversa.

No, non è un drink, è Paul Gascoigne.