Danilo e Lorenzo. Lorenzo e Danilo. Due storie profondamente diverse, dallo stesso comune denominatore. L’amore per la maglia unito a quello della propria terra.

Trafila nelle giovanili, ma con destini diversi. Lorenzo si fa le ossa con la gavetta, sotto la regia del maestro Zeman prima a Foggia e poi a Pescara. Infine arriva in prima squadra, con Mazzarri in panchina, mostrando sprazzi del suo talento, giocandosi il posto con Pandev. Negli anni cresce, fino a diventare una delle colonne portanti azzurre. Dopo la partenza di Hamsik, Lorenzo corona il suo sogno: indossare la fascia di capitano del Napoli.

Per Danilo invece, un anno di prestito a Crotone e via in prima squadra. La sua avventura in biancoceleste sembra destinata ad essere quella di una bandiera. Poi qualcosa si inceppa. Viene mandato a Genova, sponda rossoblu, per trovare continuità; ma lì le cose non girano. Valigia pronta e si va a Benevento. Anche col giallorosso sulla maglia, Danilo non perde occasione per mandare messaggi d’amore alla sua Lazio. Prestito finito, si torna alla base. Sembra non esserci posto, ma Danilo resta. Suda, si allena, lavora sotto traccia. Alla fine rientra nelle rotazioni. Fino alla partita di sabato.

Due storie differenti, tuttavia simili per certi versi. Due facce della stessa medaglia, perché si sa: il calcio dà, il calcio toglie. Nello sport, come nella vita, la differenza tra la gloria e la caduta spesso è questioni di centimetri. La pallina da tennis che tocca il nastro, come racconta Woody Allen in Match Point. Quei maledetti centimetri. Quelli che fanno la differenza tra un palo colpito e la mano di Olsen che non riesce a parare il tiro di Cataldi, tra la conclusione di Insigne che viene respinta dal legno e la linea del fuorigioco che rende regolare Parolo prima che l’azione finisca con il sinistro del numero 22 laziale.

Danilo e Lorenzo, Lorenzo e Danilo. Il capitano ed il figliol prodigo, legati a doppio filo con le città di cui difendono i colori. Essere profeti in patria è tanto bello quanto doloroso. Estasiante nelle gioie, struggente nelle delusioni, senza mezze misure. Come nell’ultimo weekend. Le lacrime di Lorenzo, la felicità di Danilo. Da un rigore sbagliato contro l’acerrima nemica bianconera, alla rete che chiude il derby di Roma. Due battaglie diverse, che significano tanto per i rispettivi colori.

Danilo e Lorenzo, Lorenzo e Danilo. Napoli e Roma. Storie di amore e di passione. E quei maledetti centimetri a fare la differenza, in un senso o in un altro, in quel limbo che separa la delusione e la gioia, la sconfitta e la vittoria.

E quella maledetta pallina che a volte va dall’altra parte del nastro, altre volte no. Il calcio dà, il calcio toglie.

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