GIAPPONE, MUORE PER IL TROPPO LAVORO

by • 5 ottobre 2017 • Attualità, In Evidenza, SliderCommenti disabilitati su GIAPPONE, MUORE PER IL TROPPO LAVORO60

Miwa Sado era una giornalista politica giapponese molto stimata nel Paese. Tra giugno e luglio 2013 aveva coperto le elezioni dell’assemblea metropolitana di Tokyo e quelle della Camera alta. Tre giorni dopo il rinnovo di quest’ultima, è stata stroncata da un infarto che – a detta dei medici – è stato causato dallo stress accumulato.

Masahiko Yamauchi, caporedattore politico di NHK, sostiene che la morte della collega riflette un «problema per l’organizzazione, incluso il sistema di lavoro e come le elezioni sono coperte. Nell’ultimo mese aveva accumulato 159 ore di straordinari, riposandosi per soli due giorni». 

I genitori di Miwa hanno rilasciato la loro prima dichiarazione a 4 anni dal decesso: «Ancora oggi non possiamo accettare la morte di nostra figlia come qualcosa di reale – hanno detto i genitori di Miwa a 4 anni dal decesso – Speriamo che il dolore di una famiglia distrutta non vada sprecato».

Il fenomeno del «karoshi» non è affatto raro in Giappone. Secondo le statistiche rilasciate dal governo, negli ultimi 18 mesi sono almeno 2 mila i lavoratori ad essersi suicidati a causa dell’eccessivo carico di lavoro, mentre decine di altre vittime sono morte per attacchi di cuore, insufficienze respiratorie e altri malanni conseguenziali ad esso. Si tratta anche di un problema culturale, in quanto la dedizione dei dipendenti che li porta a lavorare tante ore in più non sempre migliora la produttività aziendale.

Secondo il libro bianco pubblicato dal governo nel 2016, almeno uno su 5 dipendenti in Giappone è a rischio morte per il sovraccarico di lavoro e il 22,7% delle aziende intervistate dichiarano che una parte dei loro dipendenti accumula in media 80 ore di straordinari al mese. Lo studio dimostra anche che i dipendenti giapponesi lavorano molto più a lungo dei loro colleghi nei Paesi occidentali.

 

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